Che cos’è l’ipocondria?
L’ipocondria è un disturbo psicologico la cui sintomatologia prevalente può essere sintetizzata nella paura di ammalarsi. La preoccupazione scaturisce dall’erronea interpretazione di sintomi che il paziente può accusare, e che persistono anche dopo accurati esami e rassicurazioni dei medici. Spesso queste persone ritengono di non ricevere le giuste attenzioni e le cure necessarie.
La paura può diventare molto forte ed invalidante. Sentire solo parlare di malattie e di infezioni, da quelle più comuni e banali a quelle più rare e complesse, porta la persona a stati di profondo malessere e profonda paura. Queste vengono tranquillizzate solo tramite rassicurazioni mediche, che tuttavia durano pochi minuti.
Vi sono cinque elementi principali per sintetizzare questa patologia:
a) presenza di sintomi fisici, di solito multipli, spesso vaghi, talvolta estremamente specifici;
b) preoccupazione relativa al proprio corpo, ai sintomi fisici e rispetto a temi di salute e malati;
c) paura che una malattia seria possa instaurarsi;
d) sospetto e/o certezza che una malattia seria sia già in atto;
e) resistenza alla rassicurazione medica routinaria;
L’ipocondria viene descritta dai manuali psicodiagnostici come la preoccupazione eccessiva per il proprio stato di salute o la convinzione di avere una malattia grave. Questa è una malattia al confine tra il somatico e lo psichico, la cui età di esordio è compresa tra i 20 e i 30 anni. Tipicamente gli ipocondriaci rifiutano la possibilità di avere un problema psicologico, e tendono a mal interpretare la serietà di innocue e naturali fluttuazioni corporee ed a preoccuparsi enormemente per sintomi riferibili a condizioni mediche generali.
Le paure ipocondriache sono di due tipi: la paura di avere una malattia, e la paura di poter contrarre una malattia in futuro; il paziente può nutrirle entrambe perché entrambe associate alla paura della morte. Può terrorizzarsi o entrare in ansia anche se sente parlare di malattie o vedere persone che appaiano malate o legate al mondo degli ospedali e della medicina.
Queste persone sentono la forte necessità di ricorrere costantemente a medici specialisti, sottoporsi ad innumerevoli visite, esami diagnostici e terapie, per scongiurare malattie e malori (infarti, tumori, leucemie le più frequenti) di ogni genere, comportando un grosso dispendio di denaro.
Il decorso dell’ipocondria è cronico e l’associazione con disturbi d’ansia, depressivi e ossessivi compulsivi è molto frequente.
La vita familiare viene focalizzata attorno al benessere fisico dell’interessato. Le relazioni sociali possono venire disturbate: i pazienti possono adottare in maniera stabile il “ruolo di malato”, vivendo come invalidi ed evitando sforzi occupazionali o responsabilità personali.
Quali sono le cause?
Sono molto varie le cause legate all’insorgere di questo problema. Tipicamente l’ipocondria esordisce quando la persona è sotto stress, seriamente malata o in fase di convalescenza per una malattia seria o quando ha subìto la perdita di un familiare. L’ipocondria può anche insorgere quando una persona è esposta a informazioni mass-mediatiche relative alle malattie.
Come si cura?
Rivolgendosi ad uno specialista psicoterapeuta. Il trattamento psicoterapeutico prevede i seguenti elementi:
- Una corretta psicoeducazione che contenga tutte le informazioni relative alla natura e al trattamento dell’ipocondria;
- La promozione di interpretazioni alternative dei sintomi, dello stato di salute in generale e della propria vulnerabilità alla malattia;
- La riduzione dei fattori di mantenimento del disturbo quali la ricerca di rassicurazione, continue visite mediche, l’evitamento di eventi e situazioni;
- Lo sviluppo di abilità di gestione dell’ansia;
- La riduzione del comportamento “da malato”, con ripristino del normale regime di attività;
- L’intervento per l’elaborazione di eventuali traumi scatenanti (malattie, lutti, interventi).
a cura del
dott. Alessandro Di Martino
Psicologo – Psicoterapeuta
Napoli – Pianura – Vomero
– 329.7245049