Cosa sono le fobie? Le fobie sono definite attraverso il seguente set di criteri diagnostici:
- Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici (es. volare, altezza, animali, ricevere un’iniezione, vedere sangue).
- L’esposizione allo stimolo fobico provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di attacco di panico situazionale o sensibile alla situazione.
- La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole.
- La situazione fobica è evitata oppure sopportata con intensa ansia o disagio.
- L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella situazione temuta interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali.
Tra le fobie più diffuse, ritroviamo:
- A. Fobia Tipo Animali: questo sottotipo di fobia specifica è provocata da animali o insetti. Questo sottotipo esordisce generalmente nell’infanzia.
- B. Fobia Tipo Ambiente Naturale: se la paura viene provocata da elementi dell’ambiente naturale (es. fobia dei temporali, delle altezze, dell’acqua,…). L’esordio di questo tipo di fobia avviene in genere nell’infanzia.
- C. Fobia Tipo Sangue-Iniezioni-Ferite: provocata dalla vista del sangue o di una ferita, o dal ricevere un’iniezione o da altre procedure mediche invasive. E’ un sottotipo di fobia con elevata familiarità.
- D. Fobia Tipo Situazionale: provocata da autobus, metropolitana, tram, tunnel e gallerie, ponti, ascensori, volare, guidare, o luoghi chiusi. Questo sottotipo ha una distribuzione dell’età di esordio bimodale, con un picco nell’infanzia ed un altro picco verso i 25 anni.
- E. Fobie Atipiche: paure degli aquiloni, delle scarpe, della luna piena.
In psicologia è importante comprendere non solo le cause del problema ma soprattutto ciò che attualmente continua a mantenere la fobia, ovvero quali comportamenti, quali azioni e pensieri sono alla base del suo mantenimento indipendentemente da ciò che l’ha generata la prima volta.
La persona che ha una fobia specifica a volte crede che la propria paura sia assurda, spesso si vergogna di sentirsi così. Capita quindi che inizino pensieri pessimistici, sensazioni d’impotenza o incapacità fino a veri e propri stati depressivi.
Spesso accade che queste persone, per le situazioni d’ansia, facciano uso di farmaci ansiolitici. A volte però accade cha la persona abbia anche paura dei farmaci credendo quindi che la cura del suo problema sia impossibile. L’imbarazzo per il proprio problema o la sola idea che la nostra paura possa essere assurda, non permette nemmeno alla persona di chiedere l’intervento di uno psicologo.
Molti pazienti dichiarano che non credono che lo psicologo possa aiutarli davvero ma, attualmente, il trattamento psicoterapico è il mezzo più efficace e più breve per la risoluzione di quasi ogni forma fobica e fobico-ossessiva. È, infatti, nella maggior parte dei casi, una terapia breve e mirata alla remissione del sintomo, e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per risolvere o migliorare la propria situazione di disagio in tempi brevi e con altissime aspettative di efficacia.
a cura del
dott. Alessandro Di Martino
Psicologo – Psicoterapeuta
Napoli – Pianura – Vomero
– 329.7245049