“Mamma, ma la nonna non torna più?” Oppure “dove si va quando si muore?” Può arrivare un momento, nell’infanzia di molti bambini, in cui purtroppo si è chiamati a rispondere. Come farlo?
Quest’argomento è uno di quelli che nessun genitore vorrebbe mai affrontare con il proprio figlio, una di quelle tematiche che ti lasciano mille dubbi, mille perplessità. Ciò perché è naturale voler proteggere i propri figli da ogni forma di dolore ed emozione negativa, pensando che sia per lui un dolore troppo grande da sopportare. Ma anche i bambini hanno il diritto di conoscere, vivere, ed infine accettare, ciò che la vita ci impone.
Durante questi eventi spesso si reagisce col silenzio, con la vana speranza di arrecare meno dispiacere ai propri familiari, non facendo vedere loro la nostra sofferenza, e soprattutto ai propri piccoli. Ma il bimbo capisce che c’è aria di “sofferenza” in casa e in chi gli sta attorno e questo può metterlo in confusione ed in angoscia perche non ne capisce il senso.
Ai propri figli non si può evitare la sofferenza, ma possiamo evitare loro la confusione e le bugie. la confusione, infatti, fa più male del dolore, perche quest‘ultimo, se sai cos’è lo sopporti, ma la confusione è come la nebbia, quando non vedi, hai più paura.
Le cose che il bambino non conosce lo spaventano ed è proprio per questo motivo che è importante rispondere alle sue domande e dedicare tempo ad ascoltarlo.
Avere un atteggiamento onesto e sincero nei suoi confronti spiegandogli chiaramente quello che sta accadendo è fondamentale, non va dimenticato che anche il bambino ha bisogno di affrontare e gestire il suo dolore.
La cosa migliore dunque è dire la verità e affrontare l’argomento in modo semplice ed onesto, senza paroloni e cercando di rispondere alle sue domande dicendo anche “Non lo so”.
Generalmente si pensa che un bambino non sia ancora in grado di comprendere appieno il concetto della morte. In realtà, i bambini sono in grado di comprendere benissimo il concetto della morte, se viene loro spiegato adeguatamente in base all’età, altrettanto bene sanno gestire la situazione, spesso molto meglio degli adulti.
Ciò che il bambino è in grado di capire della morte, dipende dalla sua età, dalle sue caratteristiche personali e dalla relazione che aveva con la persona che sta per morire. I bambini più piccoli si sentono generalmente molto confusi e non comprendono del tutto ciò che sta accadendo, hanno bisogno di essere rassicurati, abbracciati, baciati e coccolati. Vedono la morte come una partenza momentanea e pensano che la persona morta tornerà.
I bambini più grandi (tra i 7 e gli 8 anni) hanno un’idea più realistica della morte, uno dei problemi maggiori è dato dal fatto che non sono in grado di capire e identificare le loro emozioni. Potrebbero regredire in abilità precedentemente acquisite e diventare aggressivi con i compagni o sfogare la loro aggressività verso giocattoli e altri oggetti. Di solito esprimono interessamento per quegli aspetti che riguardano i funerali ed il rito della sepoltura.
I bambini più piccoli possono essere spaventati dall’idea di aver potuto in qualche modo causare la morte della persona cara con i propri pensieri o per essersi arrabbiati in qualche momento, rassicurate vostro figlio dicendogli che la morte non è assolutamente in relazione con lui.
Il bambino inoltre può essere molto preoccupato ed impaurito dall’idea che qualcun altro della sua famiglia potrebbe morire o dall’idea che se perde uno dei genitori potrebbe perdere anche l’altro.
I bambini dovrebbero essere incoraggiati ad esprimere liberamente le proprie emozioni e a piangere. Il pianto, infatti, non rappresenta unicamente la manifestazione di un’emozione, ma stimola la produzione di sostanze chimiche e permettono alla muscolatura di rilassarsi, agendo da fattore calmante.
Essere informato dell’inevitabilità dell’evento prima che accada gli permette inoltre di avere a disposizione del tempo prezioso da trascorrere con la persona che sta per morire, per chiarirsi o risolvere qualsiasi cosa sia rimasta sospesa. Dà infine al bambino la possibilità di salutare la persona prima che muoia.
In quanto componente della famiglia, il bambino dovrebbe partecipare a tutte le occasioni importanti che si presentano, incluso il funerale. Essere presente alla cerimonia lo aiuta a rendersi conto di quello che è successo. Inoltre la sacralità del rito, permetterebbe di dare maggiore risalto al saluto che tutti stiamo andando a dare.
Non va dimenticato che anche i bambini hanno bisogno di fare i conti con la propria sofferenza, provano le stesse emozioni degli adulti e hanno lo stesso bisogno di comprendere chiaramente la situazione. Partecipare in prima persona, magari affidandogli un compito specifico come portare un fiore o una candela, lo farà sentire parte importante della famiglia e aiuterà il bambino a rendersi conto che non è lasciato solo a dover gestire la perdita. Durante il funerale potrebbe aver bisogno della vicinanza e del supporto di qualcuno cui è molto legato, che possa condividere la sua sofferenza.
Il superamento positivo di questa situazione è favorito dall’avere un adulto vicino che gli possa garantire affetto e comprensione e che gli permetta di esprimere la sua sofferenza e le sue emozioni.
Sapere che anche voi sentite la mancanza della persona che non c’è più è molto utile al bambino, infatti, affrontare insieme questo momento ne renderà più facile il superamento rispetto al doverlo gestire ognuno per conto proprio.
un bambino è perfettamente capace di capire il vostro dolore e può anche essere molto bravo a consolarvi!.
E’ inutile dire a un bambino che la morte è temporanea e che chi è morto si assenterà per un lungo periodo. Bisogna spiegargli, semplicemente, che non ritornerà. All’inizio questo fatto potrebbe difficile da mandar giù, ma col tempo l’accettazione sarà meno dolorosa.
E’ essenziale dirglielo subito, senza aspettare che si stupisca non di vedere quella la persona da un po’ di tempo. Dovete dirgli, con un po’ di delicatezza, che è andata in cielo e non ritornerà. E se il dolore è troppo grande per te, ditegli semplicemente che siete molto tristi e che in seguito gli spiegherete meglio cosa accade.
E’ necessario, inoltre, spiegare al bambino che, se quella persona non è più presente fisicamente, lo sarà sempre nel suo cuore e lo accompagnerà nel corso della vita. Una fotografia appesa alla parete o una vecchia lettera possono essere utili per alleviare temporaneamente il suo dolore, meglio, se ve la sentirete, se accompagnata gradualmente su storie o aneddoti che riguardano la persona persa.
Aiutatelo a raccontare, ricordarsi, piangere….ma mai cadere nell’oblio, nel tacere, nell’impossibilità di nominare quella persona, come se niente sia accaduto! La morte è un fatto reale e cosi va vissuto…insieme!
Permettete ai vostri bambini di esprimere liberamente le loro emozioni e parlate loro in maniera onesta e sincera, rassicurateli con il vostro affetto e supporto e condividete con loro il dolore, è questo il modo migliore per aiutarli a gestire i momenti di sofferenza.
a cura del
dott. Alessandro Di Martino
Psicologo – Psicoterapeuta
Napoli – Pianura – Vomero
329.7245049